Non si può definire né aglio né cipolla: è “Scalogno di Romagna”, per l’esattezza Allium Ascalonicum.
Il sapore è unico più intenso e profumato della cipolla, più dolce e delicato dell’aglio e non appesantisce l’alito come quest’ultimo.

Ideale per aperitivi, come accompagnamento di carni rosse e formaggi e per una cucina creativa e ricercata.

Al primo assaggio te ne innamorerai!

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ALLIUM ASCALONICUM

“Scalogno di Romagna IGP”

SAPORE UNICO E RICERCATO

Lo ``Scalogno di Romagna IGP``

Non si può definire né aglio né cipolla: è “Scalogno di Romagna IGP”, per l’esattezza Allium Ascalonicum.
Il sapore è unico, più intenso e profumato della cipolla, più dolce e delicato dell’aglio e non appesantisce l’alito come quest’ultimo.

Il suo successo in cucina inizia presso le corti aristocratiche nel Rinascimento.
Più tardi, i contadini romagnoli cominciarono a mangiarlo crudo nelle colazioni ed a conservarlo sott’olio per utilizzarlo in salse, frittate, contorni, brodi e non solo.

Presenta un bulbo a forma di fiaschetto; la colorazione quando è sbucciato è viola a sfumare nel bianco. La buccia coriacea esterna di diverso colore dal ramato al rossastro.

È incomparabile, in quanto si riproduce solo per bulbo perché non produce fiori quindi il suo corredo genetico è rimasto immutato nei secoli.

Ha ottenuto la denominazione IGP nel 1997.

Disciplinare di produzione

Il disciplinare di produzione dello “Scalogno di Romagna IGP” afferma che la zona di produzione comprende la parte del territorio della Regione Emilia Romagna atta alla coltivazione dell’Allium Ascalonicum e interessa i seguenti Comuni:

Provincia di Ravenna

Brisighella, Casola Valsenio, Castelbolognese, Faenza, Riolo Terme, Solarolo.

Provincia di Forlì

Modigliana, Tredozio.

Provincia di Bologna

Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo, Dozza, Fontanelice, Imola, Mordano.

RUBINO DI ROMAGNA

Curiosità

I terreni idonei per la coltivazione dello “Scalogno di Romagna IGP” sono di natura collinare, tessitura media tendente all'argilloso, asciutti, ben dotati di potassio e sostanza organica, ben esposti e soprattutto ben drenati.

Lo “Scalogno di Romagna IGP” non può essere coltivato in successione a se stesso od altre liliacee (aglio o cipolla).

Non è ammesso il ristoppio.

Devono trascorrere almeno 5 anni per il ritorno dello “Scalogno di Romagna IGP” sullo stesso appezzamento.

È inoltre vietata la successione a solanacee, a barbabietole e a cavoli.

È ammessa la rotazione con frumento, orzo, radicchio, insalate e carote.

L'impianto si deve effettuare nei mesi di novembre-dicembre, mentre la raccolta è attuata a partire dal mese di giugno dell'anno successivo.

La produzione unitaria massima è di 60-80 q.li ad ettaro.

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